Viviamo gli Usi Civici (dal 2023)
Ci siamo chiestɜ:
Se potessimo reinventare in modo creativo questi beni collettivi, cosa potrebbero diventare?
Se ripensassimo in una chiave contemporanea queste proprietà collettive, potrebbero diventare teatro di pratiche di sussistenza rigenerative e aiutarci ad affrontare le crisi sociali ed ecologiche dei nostri tempi?
Attualmente siamo attivɜ all’interno del progetto Terracorpoterritorio con il sostegno della Ghost foundation, con l’obiettivo di promuovere diverse attività sui beni collettivi in Trentino, per viverli e abitarli in vari momenti dell’anno, ricreando una connessione e una conoscenza profonda con essi. Le azioni che proponiamo includono, per esempio, interventi collettivi di raccolta rifiuti e manutenzione, bioblitz, esplorazioni culinarie, gioco libero con bambinɜ, raccolta e trasformazione di erbe spontanee, nonché pratiche performative che aiutano a connettere la terra con i nostri corpi.
Nell’ottobre 2023, grazie al sostegno della Fondazione Allianz, è nato un progetto di mappatura e reimmaginazione dei beni collettivi. La mappa digitale, creata dalla foresta Flora Mammana in collaborazione con Maurizio Napolitano, rende accessibili per la prima volta tutte le particelle gravate da uso civico* in Vallagarina e in alcune altre aree del Trentino.
La realizzazione della mappa non sarebbe stata possibile senza il supporto e la collaborazione di singole persone, associazioni, ASUC e pubbliche amministrazioni.
In particolare, desideriamo ringraziare:
Brave New Alps, Gianni Carota, Cristian Comperini, Comitato Salvaguardia Olivaia di Arco, Fabio Franz, Anna Martinatti, Matteo Merighi, Maurizio Napolitano, l’ASUC di Patone, Pedersano e Castellano e i Comuni della Vallagarina che hanno scelto di collaborare al progetto.
Qui la mappa scaricabile e apribile con Google Earth (scaricabile gratuitamente qui)
Qui trovate l’accesso diretto alla mappa OpenStreetMap
Qui trovate tutte le mappe della Vallagarina in formato stampa
Qui trovate l’intero dataset open-source-style
Questa mappa non è fine a se stessa, ma un punto di partenza per molte altre attività di reimmaginazione, riappropriazione e utilizzo sotto una lente ecologica.
Qui invece è possibile scaricare il primo numero della rivista Fondo, dove, di tanto in tanto, pubblichiamo una selezione di contenuti che emergono della ricerca. Se desiderate acquistare una copia della rivista stampata in Risograph, passate a trovarci in Foresta.
Flora Mammana e Brave New Alps sono lɜ referenti del progetto. Fanno parte del team Francesca Bertolini, Martina Dandolo, Bianca Elzenbaumer, Fabio Franz, Carmen Gonzalez Miranda, Irene Manfrini, Sebastiano Moltrer, Chiara Mura, Sara Spitaleri e Greta Zanon.
* Gli usi civici sono diritti di utilizzo collettivo che i membri di una data comunità possono avere su alcuni terreni e altri beni immobili privati nel luogo in cui sono residenti. Gli usi civici non sono però soltanto un diritto, ma dei veri e propri sistemi sociali. Tramite essi, in maniera democratica e orizzontale, una comunità di persone decide assieme come amministrare e condividere le risorse della propria terra, con quali modalità utilizzarle, produrle, distribuirle, e prendersene cura. Per darvi un’idea più concreta, i diritti di uso civico riguardano risorse naturali come foreste, prati, cave, fiumi, laghi, orti, sistemi di irrigazione, rifugi, strade e altro ancora, e sono storicamente legati alla vita rurale. Questi diritti sono stati esercitati dalle comunità locali da tempi antichi, e non soltanto qui in Italia ma in molti altri paesi. Gli usi civici sono riconosciuti dalla legge Italiana e grazie a essi oggi, in Trentino, le comunità che abitano in un determinato luogo sono titolari dei beni collettivi di quel luogo. In pratica, ogni persona che ha la residenza in un comune sulla cui superficie sono presenti dei beni collettivi è, per legge e a tutti gli effetti, comproprietaria di questi beni. Essi sono inalienabili, cioè non possono essere venduti né ceduti senza l’esplicito consenso dellɜ proprietariɜ originariɜ. Nonostante ciò, però, negli ultimi duecento anni la superficie dei terreni a uso civico si è ridotta sensibilmente.

